I LIGURI, ‘TERRONI’ DEL NORD

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Lombardia e Veneto votano l’autonomia. Ricordano che loro danno più soldi allo Stato di quanti ne ricevano. Vogliono separare il loro destino dalle regioni del Sud che sono più povere. Discorso complesso: la solidarietà tra le regioni che hanno di più e quelle che hanno di meno è il presupposto per l’esistenza dell’Italia. Ma non si può ignorare che ci sono territori male amministrati, dove la classe dirigente è condizionata dalle clientele, quando non dalla malavita. Le ruberie e gli sprechi camuffati da solidarietà rischiano di alimentare un senso di ingiustizia che potrebbe spezzare l’Italia. Affrontiamo la questione prima di dividerci come Madrid e Barcellona.

E la Liguria? Anche noi – ormai diventati regione di centrodestra – avanziamo rivendicazioni. Puntiamo il dito verso Sud. Un atteggiamento perfino più irritante dell’intolleranza che si respira in altre regioni del Nord. Perché la Liguria, al di là della sua posizione geografica, è la regione più meridionale a nord di Roma. Inutile e falso dare dei ‘terroni’ agli altri.

Basta guardare le statistiche di oggi: a Milano il 54% dei certificati pubblici è online. A Palermo è appena il 12%. E a Genova? Siamo al 10% (ultimo posto tra le grandi città, a parte Reggio Calabria e Napoli).

Ma vale anche per l’occupazione, la sanità, l’istruzione. Siamo il fanalino di coda del Nord. Per non parlare del residuo fiscale. Oggi senti tanti politici liguri che fanno i ‘veneti’ e vogliono tenersi le tasse dei liguri. Ma lo sanno che la Liguria riceve dallo Stato 1,5 miliardi in più di quanto versa?

Siamo al Nord soltanto nelle carte geografiche. Inutile fare gli splendidi. Vale anche per la criminalità organizzata. L’ha detto Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia: “Imperia è la sesta provincia calabrese”.

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