Lettera a Barack Obama

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Ci siamo detti: per non farci rispondere da Luca Pirondini, tanto vale non farci rispondere da Barack Obama. Meglio pensare in grande.

Al massimo finiremo tra quei simpatici matti che passano le giornate a scrivere a papi e presidenti della Repubblica.

Se volete scrivergli anche voi, prendete il messaggio che trovate sotto – copia e incolla – e mandatelo utilizzando il form che trovate a questo link https://barackobama.com/contact/

Oppure inviate direttamente il link a questo post…

Dear Mr Obama,

It was truly wonderful to see you in Milan. Although we might have expected you – a true revolutionary, a true Obama –  to address the crowd from a bench in Piazza del Duomo, not from a podium at Fiera Milano, in front of people who paid 850 euros to see you. We don’t mean to criticize, at all. We just want to tell you that your job isn’t over, you’re just half way through. The toughest part is next. You showed us what it means to be a President, a good President. Now it’s your job to be the true Obama. Your term as a President is over, your term as Barack is not. You wielded power, now you can wield hope, which is far more precious. Don’t let us down, we need you.

Caro Signor Obama,

è bello averla vista nella nostra Milano. Ma forse da un vero rivoluzionario, da un vero Obama, ci aspettavamo che parlasse su uno sgabello in piazza del Duomo, in mezzo alla folla, e non in Fiera davanti a persone che hanno dovuto pagare 850 euro.
Non è una critica. Anzi. Volevamo soltanto dirle che il suo compito non è finito, è soltanto a metà. Ora viene la parte più difficile. Finora ci ha dimostrato di essere un presidente, un buon presidente. Ora deve essere davvero Obama. Il suo mandato di presidente è finito, quello di Barack no. Anzi. Prima doveva gestire bene il potere. Ora deve mantenere vivo un bene molto più prezioso: la speranza. Non ci deluda.

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