Le polemiche sul fascismo? Il sindaco di Genova se ne frega

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Ma il sindaco di Genova Marco Bucci simpatizza con i neofascisti? Ci stiamo spendendo fiumi d’inchiostro e ore di parole. L’ultima è la presidente nazionale Anpi che invita il sindaco a pronunciare parole nette di condivisione degli ideali antifascisti.

Ma la verità è un’altra e così la finiamo di tirarla per le lunghe e perseverare nell’equivoco. Il sindaco SE NE FREGA.

Se ne frega di aver autorizzato un consigliere a commemorare i caduti della Repubblica di massacratori di Salò. Se ne frega di aver fatto incazzare Anpi, Cgil e sinistra in genere e pure il M5S. Gli da un po’ di fastidio il dover rispondere alle domande dei giornalisti ma non è che sia ‘sto gran problema.

Non gliene frega niente perché sa che una parte del suo elettorato di questi temi se ne frega e un’altra parte è proprio fascista, per quel che questo termine oggi significa in relazione a tolleranza, accoglienza, rispetto dei diritti e delle diversità. D’altra parte è dalla campagna elettorale dello scorso anno che era chiaro a tutti. Presidenti di Municipio che postano immagini di Mussolini, assessori che condividono tavoli di convegni con gruppi neofascisti, saluti romani ai comizi, un vicesindaco ritratto sotto la scritta Boia chi molla, e poi tutti i post su Facebook che tra battute e dubbio umorismo comunque non negano mai simpatie per la feccia del ventennio.

C’è solo da augurarsi che i tanti elettori del centro destra che condividono invece gli ideali antifascisti pur senza essere comunisti mangia bambini (avete presente  quegli stalinisti tipo Renzi, Gentiloni Minniti o Franceschini vero?) facciano sentire non la loro voce ma il loro voto la prossima volta. Perché a forza di fregarsene un giorno qualcuno non potrà più neppure andare a commemorare i suoi morti, anche senza fascia tricolore.

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