“LA SPEZIA, GLI ATTACCHI AL NUOVO PUC E L’OMBRA DEL CEMENTO”

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In una campagna elettorale per le amministrative spezzine scialba e senza grandi entusiasmi da parte di nessuno, ecco arrivare, a pochi giorni dal voto, il coup de theatre: la Regione Liguria, attraverso i suoi uffici competenti, boccia il nuovo PUC del Comune della Spezia, adottato dal Consiglio Comunale appena in tempo prima dello scioglimento qualche settimana fa. Si dice da parte della Regione che mancano parti importanti a livello di documentazione e di implementazione con altri strumenti pianificatori e normativi, si dichiara la pratica improcedibile chiedendo al Comune di riaprire la pratica amministrativa. Questo comporterà probabilmente la necessità di tornare, dopo questa implementazione, in Consiglio Comunale per una nuova adozione.
Nel prendere atto di questa decisione e nell’attesa di leggere i documenti ufficiali, voglio fare alcune considerazioni sul metodo e sul merito di questo piano.
Si può certamente criticare il Comune per la scelta fatta, di portare all’adozione un atto così fondamentale alla fine di un ciclo amministrativo e prima delle elezioni. Si può criticare anche il fatto che, nelle previsioni del PUC in alcune parti del nostro territorio rimangono interventi molto importanti (seppur ridimensionati, in alcuni casi dimezzati rispetto alle previsioni del vecchio piano) ad esempio nel nuovo Waterfront e nell’ex area IP.

Ma il nuovo PUC segna comunque un’inversione di tendenza rispetto al passato.
Basta coi centri commerciali, edificazioni dimezzate, aree strategiche come quelle citate sopra e come l’area Enel (la centrale verrà chiusa nel 2021 e si dovranno fare cose diverse in quell’area) con significativi cambiamenti rispetto al passato. Infatti sia Italia Nostra che Legambiente, assieme ad altre decine di cittadini, si sono schierati a favore del PUC anche in considerazione che questa è un’adozione, e quindi da qui in poi partiranno le osservazioni da parte dei cittadini e poi ancora la VAS (obbligatoria per legge) e, se richiesta ed accettata, anche un’inchiesta pubblica sul piano. La mobilitazione a favore si è svolta anche sui social, soprattutto FB con l’hastag #iostocolpuc.
Sicuramente la maggioranza uscente ha usato questo argomento anche a fini elettorali, cercando di ristabilire su se stessa una “verginità ambientale” che era un po’ stata persa. Ma anche il centro destra non scherza. Il candidato sindaco ha dichiarato, fin dal primo momento,  che in caso di vittoria avrebbe messo in discussione il nuovo PUC. E ora la Regione, con i suoi uffici “boccia” il PUC con motivazioni di carattere tecnico -alcune sicuramente vere e fondate- che però, almeno a quanto se ne sa per ora sembrano essere tali da non poter essere superate se non con una nuova procedura e una nuova adozione.Il problema vero è che il Consiglio Comunale è decaduto, e chiedere di dotare il piano degli adeguamenti richiesti per poi farlo tornare in Consiglio per una nuova adozione, significa farlo con la nuova amministrazione e quindi, di fatto, ricominciare tutto da capo.
Di fronte a tutto questo, credo che si debba dire ancora oggi che #iostocolpuc.
Che questo, se deve essere oggetto di scontro elettorale, lo sia sui contenuti e non delle schermaglie burocratiche. E che il PD deve considerare definitivamente minoranza quelli al cui interno si sono messi di traverso a questo PUC, favorendo di fatto la Lobby dei costruttori.
E che si spera che nel centro destra possano esserci persone un po’ più illuminate di chi dice che il nuovo PUC blocca l’economia spezzina.
Mi permetto di muovere anche qualche appunto ai 5 stelle, che hanno tenuto un atteggiamento poco comprensibile. Avevano l’occasione per votare si all’adozione, facendo vedere che il loro voto in consiglio si basava sui contenuti e non per partito preso, invece hanno scelto di uscire dall’aula al momento del voto, assieme ad altre forze di opposizione, adducendo motivazioni non sempre -secondo me- centrate sul tema. E comunque non mi pare che abbiano minimamente portato argomentazioni vicine a quelle che oggi la Regione usa per rimandare al mittente il PUC.
La considerazione finale è che se si dovrà andare, come sembrerebbe, ad una nuova votazione ed adozione nel futuro Consiglio Comunale  questo sarà per tutti noi, che abbiamo appoggiato il PUC, motivo per ripartire proponendo migliorie ancora più radicali di quelle già buone contenute adesso.
Vedremo chi governerà il Comune cosa risponderà e come si comporterà.

Stefano Sarti
Vice presidente regionale di Legambiente Liguria

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