I FASCISTI SONO UGUALI AGLI ALTRI, I GAY NO

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La Regione di Giovanni Toti ha negato il patrocinio al Gay Pride. Proprio come aveva fatto il Comune di Marco Bucci.

Ora: Regione e Comune di destra (non di centrodestra) sono liberi di negare il patrocinio. Anche se noi siamo totalmente contrari a questa scelta.

I punti, però, sono anche altri. Primo, ieri il sindaco Bucci ha detto che lui è il sindaco di una “Genova unita”. Per questo, sostiene, vanno commemorati nello stesso tempo fascisti e partigiani. Scelta, peraltro, massimamente divisiva. Ma se le scelte politiche non devono dividere (anche quando si rende onore a chi ha combattuto contro un’Italia democratica), perché le preferenze sessuali (che sono del tutto personali e non hanno fatto male a nessuno) invece possono essere stigmatizzate?

Ancora: i gay, sostengono Bucci e Toti, non rappresentano tutta la città e quindi non si può concedere un patrocinio che rappresenta l’intera comunità. Mentre invece per i caduti della Repubblica fascista di Salò si può usare la fascia Tricolore simbolo di Genova. Di tutti i genovesi.

E’ una questione di banalissima logica. Di coerenza.

Invece di arrampicarsi sugli specchi non sarebbe più onesto dire che questa destra è più vicina ai fascisti che agli omosessuali?

ps. Sarebbe da far notare a certi esponenti della destra genovese, che sembrano aver studiato storia sul Manuale delle Giovani Marmotte, che proprio gli omosessuali furono oggetto di terribili persecuzioni nazi-fasciste.

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