HANNO UCCISO UN RAGAZZO, non un cinghiale

0
27075

Ne hanno ucciso  un altro. Stavolta è toccato a Nathan Labolani, diciotto anni. La sua unica colpa è stata quella di andare a camminare nei boschi una domenica mattina. Vicino ad Apricale.

Proviamo a immaginare cosa deve aver provato Nathan: camminare nel bosco e sentire intorno a sé i colpi dei fucili. Poi uno fortissimo. Capire di essere stato colpito… provare un dolore lancinante, sentire che le forze di mancano, mentre la luce ti si spegne intorno e negli occhi è solo buio. Forse, per un attimo, sentire di morire in questa giornata meravigliosa.

E proviamo a pensare cosa devono provare in questi istanti le persone che gli vogliono bene. Quando è suonato il telefono o hanno bussato alla loro porta, e una persona sconosciuta gli ha detto: “Nathan è morto”.

Pensateci. E ci pensino anche i politici, gli amministratori, che in Liguria da anni – centrosinistra e centrodestra non ha fatto differenza – hanno lisciato il pelo ai cacciatori per prendersi quattro maledetti voti. Ecco le conseguenze, la responsabilità è anche vostra!

E ci pensino anche i cacciatori che – basta seguire i sentieri del nostro entroterra per incontrarli – ti camminano a pochi passi imbracciando fucili che farebbero a pezzi vostro figlio che tenete per mano.

Va avanti così da anni e nessuno dice niente. BASTA!!!!

Rispondi