Giggino rimembri ancora…

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Giggino rimembri ancora

Quel tempo della tua vita all’opposizione

Quando disprezzo splendea

Negli occhi tuoi sfanculanti gli indagati

 

E Dibba furibondo, il limitare colposo

Di responsabilità ignorava?

Sonavan le tintinnanti

Manette e il Parlamento

Al tuo perpetuo slogan

 

Che speranze, che cori o Giggino mio!

Quale allor ci apparia

La casta romana e le banche

Ahi come dall’altra parte passato sei

Caro compagno (?) dell’età mia nova

 

Questo è quel mondo?

Gli sfancul, la rabbia, il cappio e le manette

Onde cotanto ci sgolammo insieme?

All’apparir del Capitano

Tu, misero t’inginocchiasti e con la mano

La fredda poltrona e un M5s ignudo mostravi

A noi lontani

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