Garassino 2: la politica parla al cuore, alla pancia o al culo?

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“La politica parla alla pancia della gente”. Ormai ti rispondono così – quasi con vanto – quando un politico tira fuori espressioni colorite. Parole che si muovono al confine tra bar e cabaret.

Inutile ormai sperare che la politica e i politici parlino al nostro cuore. E non parliamo della testa. Giammai.

Evidentemente noi ormai ci identifichiamo più con altre parti del corpo: la pancia, soprattutto. La politica, in fondo, si adegua.

Ma l’assessore genovese Stefano Garassino sembra aver inaugurato una nuova corrente di pensiero (chissà se ne nascerà anche una corrente politica). Non esprimiamo giudizi. Ci limitiamo a riportare le sue dichiarazioni degli ultimi giorni apparse su tutti i quotidiani:

“Il primo che chiede l’elemosina lo prendo a calci nel sedere” (da Il Secolo XIX)

“Li avete visti i migranti? Sono un metro e ottantacinque per ottanta chili. Chi conosce la storia, sa benissimo che chi scappava da Auschwitz era pelle e ossa da quanto pativa la fame. Io razzista? Ma che razzista. L’Italia non ha la capacità economica di poter assorbire una quantità così enorme di persone a spese nostre, ma questo è un dato di fatto. A Genova si dice è comodo fare il buliccio con il culo degli altri. Ecco, questo dovrebbe rendere bene l’idea”. (da La Zanzara)

“Vogliamo andare a vedere le condizioni igieniche dei centri di accoglienza. Se la prefetta ce lo nega, allora manderemo affanculo… anche la prefetta” (da Repubblica)

Noi non diciamo niente. Ci limitiamo a fare una domanda a Garassino: Caro Assessore, Lei a che parte del corpo parla?

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