Cinque anni. E il Governo di centrosinistra, i ministri Angelino Alfano e Marco Minniti, non hanno trovato il tempo per rispondere a un’interrogazione parlamentare sul G8 di Genova. Sulle sanzioni disciplinari che (non) sono state inflitte ai poliziotti condannati in Cassazione. Mentre poliziotti coraggiosi – come Filippo Bertolami, che ha denunciato i mali e gli sprechi della polizia – sono stati prontamente sospesi dal servizio.

Niente. Mentre il centrosinistra pareva preso dalla smania di affrancarsi dal suo passato di forza di opposizione e protesta. Di accreditarsi come amico della polizia, non quella che presidia le strade, ma quella di potere.

Niente, anche dal ministro genovese Roberta Pinotti. Dal ligure Andrea Orlando.

Niente, quasi che difendere i poliziotti condannati significasse essere uomini delle istituzioni. Quando invece è l’esatto contrario: si difende la polizia stando dalla parte della legge. E delle decine di migliaia di poliziotti con la fedina penale pulita.

“Iter in corso”. È scritto così sul sito del Parlamento. Eppure l’interrogazione è stata presentata il 17 maggio 2013. C’è anche un sollecito del 23 ottobre 2013.
Primo firmatario è Gennaro Migliore, allora Sinistra Ecologia e Libertà, nel frattempo passato al Pd di Renzi e diventato sottosegretario alla Giustizia. Con quell’interrogazione i parlamentari di Sel (tra cui il ligure Stefano Quaranta) chiedevano notizie al ministro dell’Interno – allora Angelino Alfano, oggi Marco Minniti – sulle eventuali sanzioni disciplinari a carico dei poliziotti condannati per il G8. Argomento scomodo, tanto che anche la corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stigmatizzato il silenzio del Governo italiano.

E’ scritto nell’interrogazione: “Si è agito sulla scia di un’impostazione ministeriale che non può non essere ritenuta ‘indulgente’ nei confronti di alti funzionari della polizia coinvolti”. L’interrogazione esordisce: “Il 5 luglio 2012, la Corte di Cassazione ha confermato le condanne per falso ideologico degli alti funzionari coinvolti nell’irruzione alla Diaz durante il G8 di Genova del 2001 nel corso della quale, come noto, si è verificato il pestaggio di 60 manifestanti e l’arresto (illegale) di 93 attivisti no-global”. In particolare, “le condotte criminose dei vertici della Polizia erano finalizzate a ‘giustificare la violenza e assicurare l’impunità ai colpevoli’”. Migliore e gli altri parlamentari di Sel chiedono “se siano stati avviati procedimenti disciplinari anche nei riguardi degli agenti condannati per il reato di lesioni gravi (dunque, reati dolosi) rispetto a cui è intervenuta la prescrizione, ma che in ogni caso sono stati ritenuti responsabili civilmente”.

Passano gli anni, ma a fine legislatura l’iter dell’interrogazione è ancora in corso. In compenso, è notizia dei giorni scorsi, due dei condannati – sospesi e poi reintegrati – sono stati destinati a incarichi di grande peso: Gilberto Caldarozzi è numero due della Dia, mentre Pietro Troiani sarà dirigente del Centro Operativo Autostradale di Roma e del Lazio della Polstrada.

Visto che i ministri non hanno risposto ai parlamentari, proviamo a vedere se rispondono ai cittadini.

Mandiamogli anche noi una mail con il testo dell’interrogazione:

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/00500&ramo=CAMERA&leg=17

Ecco gli indirizzi mail:

GENTILONI

gentiloni@governo.it

MINNITI

caposegreteria.ministro@interno.it

 

 

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