IL DESTINO DELL’ITALIA NELLE MANI DELLA PAITA

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A Raffaella Paita è scappato un monito. È successo due giorni fa durante una trasmissione su Primocanale. La molto onorevole Paita ha avvertito il Paese: non ci si può alleare con chi ha raccontato bugie in campagna elettorale. I bugiardi sarebbero i Cinque Stelle. Mentre gli autocertificati custodi della verità sono quelli del Pd. Che, oltre a non aver fatto molte cose che avevano promesso nel 2013, ne hanno fatte molte che avevano promesso di non fare. Tipo allearsi con il centrodestra loro avversario.
Acqua passata. Ora Paita da Primocanale avverte che non ci sarà coalizione Pd-M5S. I mercati mondiali tremano. Bruxelles trepida.
Per il presidente Sergio Mattarella che deve dare l’incarico per il nuovo Governo restano solo due speranze: che l’opinione di Paita – l’unica renziana rimasta insieme con Agnese Renzi che trema all’idea di vedersi tornare a casa il coniuge – conti come il 2 di coppe quando esce briscola bastoni.
Ma soprattutto che le granitiche, monolitiche, inossidabili, ecocompatibili convinzioni di Paita possano mutare. Lei che è stata bersaniana, burlandiana, renziana potrà diventare di maiana? Chissà. In fondo l’unica cosa che forse Paita non è stata è proprio paitiana. Per una volta le diamo ragione

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