Cosa pensano gli ebrei genovesi del sindaco Bucci?

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Il sindaco Marco Bucci l’altra sera ha partecipato alla marcia silenziosa che la comunità ebraica organizza per ricordare il 3 novembre 1943, ovvero il giorno che diede il via alla deportazione degli ebrei genovesi.

Nelle stesse ore lo stesso sindaco Bucci incaricava ufficialmente un consigliere comunale di rappresentarlo, ovvero di rappresentare il Comune di Genova, ovvero noi tutti genovesi, in una cerimonia di commemorazione dei morti della Rsi, la Repubblica Sociale Italiana, ovvero il periodo del fascismo segnato, fra le tante atrocità e nefandezze, proprio dall’accelerazione nella persecuzione degli ebrei.

E’ vero che la comunità ebraica genovese è sempre stata molto attenta a non farsi trascinare in polemiche di un giorno legate a dichiarazioni estemporanee di qualche politico ignorante o ad episodi che, seppur spiacevoli, non sembravano indicare tendenze o fenomeni generali.

E’ anche vero però che il comportamento schizofrenico di un’istituzione che al mattino commemora i carnefici e alla sera, cambiata casacca, celebra le vittime, rischia di ferire soprattutto quella comunità ebraica che, forse per un encomiabile senso di rispetto (lei sì) istituzionale, preferisce far finta di nulla.

Ma viene davvero da chiedersi cosa pensino di tutto ciò gli ebrei genovesi.

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