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Il panorama che si godeva da Piazza dei Pescatori ultimamente è un po’ cambiato.

Qualcuno potrebbe pensare che più di così, ormai, non potrebbe accadere: la teoria di palazzi che si affacciano sul mare è completata, poi la passeggiata finisce e non si può, materialmente, andare oltre.

Vorrei rassicurare tutti gli amanti del genere “horror” che, invece, il peggio deve ancora accadere.

Tutti i chiavaresi conoscono il “Gruppo del Sale”, un angolo incontaminato sotto un’alta parete di roccia che sostiene l’Aurelia, una spiaggetta dove si riflette il verde della collina delle “Grazie”, un percorso di scogli, falesie e piccole insenature che lo separa dalla Colonia Piaggio, l’ultimo edificio a ponente. Per arrivarci è meglio via mare, avventurandosi magari in una bella nuotata che ti allontana dalla confusione degli stabilimenti balneari (o da quello che di essi resta).

Quante volte si è pensato: questa parte di Chiavari, perlomeno, resterà così… nessuno potrà mai edificare in questa zona, troppi vincoli ambientali e paesistici, una frana a monte e una costa senza protezione esposta a violente mareggiate, nessuna viabilità.

Come sempre accade, però, la realtà supera la fantasia umana.

Nel dicembre 2016, il Comune ha rilasciato un permesso di costruire ad una società denominata “Preli”. I permessi edilizi, sono animali lenti, pazienti e inesorabili: un giorno si mettono in cammino, superano meticolosamente intoppi burocratici che sembrano montagne, affrontano le avversità dei vincoli e delle tutele ma poi, inesorabilmente, a suon di conferenze, varianti, e silenzi-assensi, arrivano.

E così è arrivato anche questo: proseguire la passeggiata con una strada carrabile oltre la colonia Piaggio, arrivare al limite delle asperità massime della collina, edificare otto unità abitative residenziali, un chiosco commerciale, due piscine, box e cantine pertinenziali, due grandi platee in legno sulla spiaggia (forse perché la spiaggia fatta di pietroni è troppo scomoda), due rampe per accedere più comodamente alla spiaggia stessa, opere di difesa a mare per evitare che lo stesso si porti via il tutto e (che altruistico senso pubblico) una passeggiata percorribile a piedi dalla collettività intera.

Il SIC delle Grazie, il SIC marino, il vincolo paesaggistico e quello idrogeologico, ovviamente, non sono stati un problema.

Insomma, cari chiavaresi, state tranquilli, il peggio può essere ancora peggiorato e se da Piazza dei Pescatori non si gode ancor abbastanza cemento ma c’è ancora troppa disordinata natura da riqualificare con altruistici interventi umani, qualcuno, potete scommetterci, provvederà.

*Luca De Paoli è membro della sezione Tigullio di Italia Nostra

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