Caso Amiu/Iren, la differenza tra servizio e produzione

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L’azione politica presuppone almeno la conoscenza della cosa pubblica. La questione IREN/Genova e IREN La Spezia, ci porta a capire come la “cosa pubblica” abbia perduto in questi anni il suo valore e come abbia prevalso il cinismo sul buon senso.

Il comune è ente di erogazione di servizi. Per erogarli chiede ai cittadini una tassa.

I cittadini sono tenuti a pagarla con il fine di garantirsi quel servizio (rifiuti, che vuol dire strade pulite, raccolta spazzatura, neve spazzata nel caso di meteo avverso ….., acqua).

I servizi in se non producono reddito il reddito lo si produce sviluppando e costruendo beni.

Negli ultimi 20 anni la confusione creata è totale.

Le municipalizzate sono diventate società miste di servizi e produzione con una tendenza a fare produzione di energia in tutte le sue sfaccettature o addirittura di produzione alimentare o altro.

Pertanto si sono messe assieme due competenze diverse.

Quella produttiva che sta sul mercato e quella protetta che è il servizio.

Questa è l’origine dell’errore.

Genova con Amiu ha avuto il grande impianto di Scarpino che ha garantito il basso costo di smaltimento e che contestualmente ha consentito una azione blanda sul recupero crediti di quei cittadini che non pagano la TARI.

Ma quanto ammonta il mancato pagamento?

Il comportamento delle società pubbliche nei confronti del privato che svolge attività per loro conto è inqualificabile (ritardi di pagamento e mancanza di controllo sul personale).

La sintesi è Pagamenti in ritardo, lavoratori ai quali non si elargisce lo stipendio, lavoratori sottopagati che svolgono le stesse attività dei lavoratori “garantiti”.

Questo sistema produce diseguaglianze, ma la vera responsabilità è pubblica e politica.

Un eccesso di regole inutili ed una fantasia sulla gestione amministrativa che nel tempo si riverserà sulle generazioni successive.

Ora se vogliamo soluzioni che siano ragionevoli occorre;

  1. Che le tasse coprano tutto il servizio
  2. Che si facciano gli impianti necessari ad un contenimento dei costi di smaltimento

Occorre anche chiarire normativamente un sistema di incompatibilità che escluda la confusione tra produzione e servizio.

Dai sindaci e dai candidati futuri, mi aspetto competenza e questo vale su tutti i temi della pubblica amministrazione.

Negli anni abbiamo fatto uso sconsiderato del sistema cooperativo come oggi facciamo un uso improprio della centrale unica degli appalti e delle aziende di multiutilità.

Certo che questo è un dibattito alto che presuppone conoscenza e per il quale i dirigenti stessi della pubblica amministrazione sono chiamati ad essere attori di una “nuova rivoluzione della pubblica amministrazione”.

Dobbiamo creare un nostro modello per l’europa non farcelo imporre.

Ed è proprio per questi argomenti che il senso di IREN non c’è ne per Genova e neanche per La Spezia, la multinazionale di servizi  è strumento che rimanda i debiti accumulati alle generazioni successive grazie alle sue grandi disponibilità e soprattutto alle garanzie bancarie.

Ma prima o poi una classe politica si dovrà occupare della realtà e dire ai cittadini quanti soldi servono per ogni singolo servizio che sia l’ospedale o la spazzatura poco importa.

Se mi devo comperare la casa ho un costo certo e faccio un mutuo tarato sulle mie disponibilità.

Se sono il comune oltre a comportarmi   come il buon padre di famiglia, costruisco le condizioni per fare investire nel mio territorio sulle aziende che producono reddito in modo da avere più entrate e di conseguenza maggiori disponibilità per fare scuole, strade, infrastrutture.

 

* Massimo Maugeri, membro di Legambiente, è consulente ambientale esperto in materia di rifiuti e di gestione forestale

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