CAMMINANDO SULLE ALPI MARITTIME

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L’uomo camminava su per il prato. Sempre lo stesso prato, come ogni anno negli ultimi giorni d’inverno. O i primi di primavera. Giunto al confine del bosco di castagni, vide una lepre, come ogni anno. Poi un cervo. Sembrava davvero che lo stessero aspettando. Li riconobbe, anche se non erano gli stessi dell’ultima volta che era salito, e ancora diversi erano stati dodici mesi prima.

Ogni cosa era al suo posto: le nuvole, l’erba più verde verso il crinale, i minuscoli punti degli uomini – non gli stessi uomini, forse, dell’ultima volta – vicino alle ultime case. I colpi del martello nell’officina vicino alla curva della strada. Tutto era uguale e nulla era lo stesso. Ci sarà un giorno, penso, che la lepre – ma un’altra lepre – vedrà un uomo salire verso la montagna. Ma sarà un altro uomo

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