“Sono antifascista perchè sono moderno”

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Oggi su Repubblica un interessante articolo dello storico Guido Crainz paragona la “bella gioventù” andata a Como a manifestare contro i rigurgiti fascisti di questi giorni ai giovani che nel 1960 si opposero all’appoggio neofascista al governo Tambroni, e cita come punto di partenza fondamentale di quella stagione i fatti di Genova, con il discorso di Pertini e poi quelle manifestazioni di piazza del 30 giugno con i camalli in prima fila a scontrarsi con la celere.

Sono due mondi distanti e diversi ma con alcuni punti di contatto. Ieri il contesto democratico era assai più traballante con l’Msi con un piede quasi dentro il Governo, la polizia che sparava, i morti nelle piazze. Oggi la tenuta democratica appare più solida ma c’è un neofascismo strisciante nella popolazione che viene facilmente amplificato (ma anche contrastato) dai media e dai social. E c’è una vicinanza non solo morale fra i gruppuscoli fascistoidi e molti esponenti politici della destra.

Crainz conclude il suo articolo citando la bellissima risposta di un giovane del 1960 che rispondeva così alla domanda sul perchè fosse anti fascista: “Perché sono moderno”.

Chissà se dopo Como, sentirsi antifascisti vorrà di nuovo dire sentirsi moderni, e perché no anche fighi. Specie qui a Genova.

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