ABUSI EDILIZI E CONTROLLI FANTASMA – Sindaco, Procuratore, Vigili che ne dite?

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Gentile Signor Sindaco, Gentile Procuratore della Repubblica, Gentile Comandante della Polizia Municipale,

Vi scriviamo questa lettera senza nessuna pretesa di essere letti. Senza aspettarci risposte. E’ più che altro uno sfogo, nostro e di tanti altri cittadini di cui abbiamo raccolto le testimonianze. Uno sfogo che trova conferma dopo una breve passeggiata a Sant’Ilario, ma andrebbe bene una qualsiasi altura di Genova. Basta camminare, guardare. E magari ascoltare, in queste notti d’estate in cui anche a mezzanotte senti le ruspe lavorare. Sì, anche con il buio. Chissà se è per evitare il caldo oppure per realizzare impunemente gli abusi.

E alla fine ci si ritrova con una domanda: come sono svolti i controlli edilizi a Genova?

Ci racconta una donna: “Mesi fa ho chiesto il permesso per ampliare di mezzo metro il bagnetto di casa mia. Mezzo metro, perché era davvero piccolo e ho una famiglia numerosa. Mi è stato risposto di NO. Me ne sono stata, anzi, ho provato quasi soddisfazione pensando a come sono rigorosi i controlli, a come viene tutelato l’ambiente nella mia collina di Sant’Ilario. Peccato che dopo poche settimane, proprio dietro casa mia, ho visto arrivare due ruspe che hanno cominciato a scavare. Scavare. E adesso sta nascendo una nuova casa. Com’è possibile?”.

Già, com’è possibile che ti boccino (giustamente!) l’ampliamento di mezzo metro di un bagno, che ti facciano le pulci (giustamente!) per mesi se non metti la ringhiera prescritta e poi accanto a casa tua nasca una villa di due piani con rampe di accesso al posto delle fasce, dove prima non si vedeva nulla?

Com’è possibile che un contadino debba sudare sette camicie per farsi un pollaio, mentre un signore facoltoso riesca a fare una nuova villa?

Com’è possibile che se tagli un albero (con tutti i permessi richiesti) dopo mezz’ora ti arrivino (giustamente!) i controlli, ma appena oltre la curva compaia dal nulla mezza casa?

Com’è possibile che nascano nuove strade dove prima c’era appena una creuza?

Alcune ipotesi:

  • c’è chi realizza nottetempo dei falsi ruderi per poi chiedere che al loro posto siano realizzate delle nuove case
  • c’è chi attesta falsamente l’esistenza di volumi, di strade dove in realtà non c’era nulla
  • c’è chi trasforma edifici di pochi metri quadrati a un piano in case che hanno un volume infinitamente maggiore.

ABUSI, almeno apparentemente. Per non dire di alcuni permessi che suscitano dubbi quando poi ti trovi davanti una casa dove prima c’erano fasce e ulivi.

Eppure i controlli sarebbero possibili. Alcuni suggerimenti: basta confrontare i nuovi progetti con le foto aeree – la Regione ha un archivio molto accurato, basta recarsi nella sede di via Fieschi – per smascherare eventuali reati. Ma spesso non occorre neanche muoversi dalla propria scrivania: anche consultando google maps talvolta è possibile scoprire se un rudere esisteva o meno. E’ possibile rendersi conto se al posto di una nuova villa non c’era proprio nulla.

Basterebbe, perfino, camminare per le alture di Genova: ovunque vedi ruspe al lavoro, cantieri senza alcun cartello. Gente da dietro una tapparella che ti dice: “Il mio vicino sta realizzando una strada senza permesso, fate qualcosa…”.

Ma sono le autorità che devono “fare qualcosa”. Se possono, se vogliono.

Eppure niente. Anche le segnalazioni a uffici competenti sembrano cadere nel vuoto.

COM’E’ POSSIBILE?

Sono molti i danni degli abusi. Certo, c’è prima di tutto l’ambiente che viene rovinato per sempre. No, non è un bene astratto, ma – verrebbe da dire – è la nostra terra.

Ci sono danni molto più concreti: la bellezza di Genova e delle sue alture è la nostra maggiore ricchezza, in una regione dove il 20 per cento del pil viene dal turismo. Dove la gente campa grazie ai turisti che vanno negli alberghi, nei bed and breakfast. Verranno ancora se la nostra città sarà rovinata?

Ma forse il danno più grave è un altro: il sentimento di giustizia. Che cosa possiamo pensare dello Stato, del Comune se a noi non consente – giustamente – di ampliare un bagno, di mettere una ringhiera e poi a pochi metri c’è chi costruisce indisturbato?

Se qualcuno ha tempo per leggere questo messaggio, batta un colpo: GLI ABUSI EDILIZI A GENOVA SARANNO PUNITI?

INVIATE ANCHE VOI QUESTO ARTICOLO A:

gabsindaco@comune.genova.it

procura.genova@giustizia.it

vigilanza@comune.genova.it

 

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