A 25 anni il tempo degli ideali non è finito

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di Sara Ottolenghi

“Metti in circolo il tuo amore” cantava Ligabue qualche anno fa.

C’è qualcuno, a Genova, che ha letteralmente concretizzato questo adagio, anche se con una piccola modifica: “il tuo amore” è stato sostituito da “le tue idee”…

Succede in Via della Crocetta, a due passi da Piazza Manin, due mercoledì al mese: la taverna della comunità dei Gesuiti ospita la cosiddetta “Cena delle Buone Idee”, che si rivolge a giovani dai 18 ai 30 anni e che nasce proprio dalla volontà di far circolare buone idee all’interno di uno spazio libero e informale. (Qualcuno qui storcerà il naso ma credetemi, anche se siamo in casa dei Gesuiti questo spazio è completamente aconfessionale, e anzi promuove il confronto tra credenti e non credenti, tra fedi e confessioni diverse, e così via.)

Se ve la state immaginando come un semplice momento conviviale, beh, fuochino. La Cena è spazio di incontro e dialogo tra persone diverse, è un piccolo orto dove coltivare sogni e ideali, è confronto con personaggi fuori dal comune e fuori dagli schemi, è ispirazione che nasce dalla condivisione.

Proposta da Francesco Cavallini SJ ormai quattro anni or sono, la Cena col tempo si è molto evoluta. La cucina, l’equipe organizzativa, lo spessore delle proposte e degli ospiti: in tutti gli ambiti si riconosce un inequivocabile trend di miglioramento.

Prendiamo ad esempio il cibo. Se qualche anno fa gli invitati mangiavano un piatto di pasta preparato da qualche volontario che si adoperava ai fornelli, adesso Patricio Spallarossa, fisioterapista di lavoro e cuoco per passione, allieta i commensali con manicaretti sempre diversi e mai banali (lasagne al ragù, lonza di maiale con patate al forno e millefoglie di fragole per darvi l’idea di un menu). I partecipanti, di nuovo, riflettono l’evoluzione della Cena. Agli inizi si contava su un gruppo di fedelissimi, che gravitavano attorno alle varie comunità dei Gesuiti, adesso invece, grazie al passaparola, tante persone che non sono direttamente legate alle attività che si svolgono in Via della Crocetta partecipano con entusiasmo e a loro volta coinvolgono altra gente, e così il giro si amplia.

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Ma veniamo allo spessore delle proposte, che – non me ne voglia Patricio –  è il vero motivo per cui un incontro quasi tra amici è diventato un appuntamento fisso per molti giovani genovesi. L’idea alla base, il fil rouge di tutte le serate è la condivisione dell’esperienza di chi cerca, nella vita quotidiana, di spendersi perché questo nostro mondo che tanto da genovesi amiamo criticare, possa diventare un posto migliore per tutti. Viene invitato a raccontarsi chi vive la propria vita in modo creativo, chi ha il coraggio di seguire i propri ideali o sogni anche quando tutto e tutti sembrano suggerire il contrario, chi interpreta il proprio lavoro con impegno e serietà, fino in fondo, senza compromessi. E’ proprio dal racconto di tali esperienze che si intende far partire la contaminazione, mettere in circolo appunto queste Buone Idee, dar loro risonanza e forza, e perché no, magari ispirare qualche giovane che è alle prese con la scelta del proprio futuro.

Un’equipe ormai consolidata, formata da Francesco, Alberto, Daria e Enrico, a cui si sono aggiunti Giovanni, Erica e Taulant collezionano le varie proposte, le selezionano e poi decidono come strutturarle. Qualche esempio? Eccovi una breve descrizione degli appuntamenti delle ultime settimane:

Vita d’Artista – Federico Bagnasco, contrabbassista, Alessandro Bergallo e Gian Maria Martini, attori, ci spiegano cosa vuol dire vivere da artisti: gioie e dolori, luci ed ombre.

No More Rana Plaza – Deborah Lucchetti, responsabile nazionale della campagna “Abiti Puliti” ci parla di cosa c’è dietro la Fast-Fashion, e in che condizioni sono prodotti gli abiti che indossiamo.

Die weisse Rose – Paolo Ghezzi, direttore della casa editrice il Margine, racconta la storia de “La Rosa Bianca”, associazione che nasce ispirandosi a “Die Weisse Rose”, gruppo di studenti cristiani che si opposero al regime nazista fino al ’43, quando vennero arrestati e condannati a morte.

Scuola Zoo – Paolo de Nadai racconta la nascita della sua azienda “ScuolaZoo”, nata per gioco denunciando un professore addormentatosi durante la maturità, oggi più influente realtà editoriale italiana sul target studentesco delle superiori.

Accanto a  ospiti “importanti”- alla Cena sono passate personalità del calibro di Anna Canepa, Giacomo De Ferrari e Luca Borzani -, non sottovalutiamo lo spazio che viene dedicato alla contaminazione “interna”. Con ciò si intende il racconto di esperienze significative vissute dagli stessi ragazzi partecipanti alla cena, come associazioni che nascono in seno all’università per vivere attivamente il percorso di studi (SISM a medicina, AIESEC a economia, RICICLAB ad architettura), campi estivi di volontariato, e chissà quanto altro.

La scommessa è sempre la stessa: contaminarsi a vicenda. Creare un circolo virtuoso per far sì che i nostri immaginari di giovani adulti vengano arricchiti dall’esempio di chi nella vita ha scelto di puntare alto. E guardate che spazi come questo non sono all’ordine del giorno. Spazi che proteggono la dimensione degli ideali, potenziandola, anche a 25-30 anni, quando il mondo ti da una pacca sulla spalla e ti fa capire (più o meno gentilmente) che il tempo degli ideali è finito quando è finita la scuola, che è stato bello sognare, raccontarsela, crederci, ma adesso è il momento di entrare nel mondo – quello vero –  con le sue regole, spesso tutt’altro che virtuose, rimboccarsi le maniche e andare avanti a testa bassa.

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