PRESIDENTE TOTI, DEVE RISPOSTE CHIARE AI SAVONESI

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Eccessi di mortalità “tra il 30 e il 60% sono emersi per tutte le cause e tutti i tumori” nelle zone esposte agli inquinanti. “E tra il 40 e il 60% per le malattie dell’apparato circolatorio, in particolare ischemiche cardiache e cerebrali”, è scritto nello studio epidemiologico compiuto dal Cnr per “valutare gli effetti sulla salute dell’inquinamento da centrale a carbone a Savona, Vado Ligure, Quiliano e aree limitrofe”. Sono 51 pagine frutto di anni di ricerche, il Fatto ne ha parlato per primo. Applicando i dati del Cnr – che per la prima volta esamina i decessi dal 2001 al 2014 – le morti in eccesso nelle zone esposte si calcolerebbero in quasi 4mila (2.600 solo nelle aree di massimo rischio).

Sarà ora compito dei magistrati valutare la validità della ricerca e stabilire se vi sia correlazione tra morti in eccesso e centrale Tirreno Power.

Ma nella gente di Savona nascono delle domande che richiedono risposte:

1. Perché il centrosinistra guidato all’epoca in Regione da Claudio Burlando ha atteso tanto per commissionare un’indagine epidemiologica che i savonesi chiedevano da anni?

Perché centrosinistra e sindacati hanno sostenuto un impianto a rischio in mezzo alla città nonostante le legittime preoccupazioni della popolazione?

L’inchiesta ha sollevato i politici da responsabilità penali. Ma nel centrosinistra qualcuno dovrà vedersela con la propria coscienza che non accetta archiviazioni

2. Ma restano le domande più importanti per il presidente Giovanni Toti:

Com’è possibile che una ricerca depositata nel luglio 2017, dove si ipotizzavano di fatto migliaia di morti in eccesso, richieda 10 mesi per diventare pubblica?

Com’è possibile che si sia deciso di rendere pubblico lo studio soltanto a maggio, proprio un mese dopo l’udienza decisiva del processo?

Soprattutto, come ha sottolineato Matteo Ceruti (avvocato dei comitati) com’è possibile che ai cittadini sia stato ripetutamente negato l’accesso alla ricerca? Com’è possibile che i magistrati non sapessero nulla (a informarli ci ha pensato il consigliere regionale Andrea Melis M5S)? E’ vero che invece, come sospettano i savonesi,  che invece Tirreno Power sapeva?

Caro presidente Toti, deve ai savonesi delle risposte:
Chi è responsabile se la ricerca non è stata consegnata ai pm?
È vero che la ricerca, negata ai cittadini, era stata comunicata a Tirreno Power? Da chi?

Servono risposte chiare. Nomi. Responsabili. Altrimenti dovremo pensare che la responsabilità sia sua.

 

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