Il 30 giugno di Genova e l’apologia dell’indecenza

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Io non so se siano i postumi della sbornia elettorale di pochi giorni fa. So solo che sentire Gianni Plinio chiedere di fermare la manifestazione in ricordo del 30 giugno 1960 per “apologia di reato” è come bere un cocktail creato da un barman impazzito, che mescola ironia involontaria, arroganza, offesa alla storia. Un sapore sgradevole e un buon motivo in più per celebrare quella giornata e ricordare che in Italia esiste una legge che vieta davvero l’apologia di una brutta cosa che si chiama fascismo. Ci fossero una procura o un prefetto consapevoli avrebbero già agito contro esponenti istituzionali che celebrano pubblicamente i “successi” di Mussolini. Ma è molto più semplice multare i migranti che chiedono l’elemosina.

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